Aggiornamento portafoglio azionario 2010
30, gennaio 2010 at 10:54 am | In Portfolio | Leave a CommentArbitraggio
30, gennaio 2009 at 3:16 pm | In Azioni, Corporate e bancarie, Derivati e futures, Obbligazioni, Operatività, TdS | 4 CommentsL’arbitraggio è una delle tecniche più utilizzate, in quanto permette di sfruttare, a vantaggio dell’investitore, delle “inefficienze” di prezzo.
Prima di tutto diamone la definizione [fonte Wikipedia]:
In economia e in finanza, un arbitraggio è un’operazione che consiste nell’acquistare un bene o un’attività finanziaria su un mercato rivendendolo su un altro mercato, sfruttando le differenze di prezzo al fine di ottenere un profitto. L’operazione è possibile se il guadagno che si ottiene supera i costi per il trasferimento del bene trattato da un mercato all’altro. L’intera operazione deve essere senza alcun rischio per l’operatore. L’arbitraggio si differenzia dalla speculazione per il fatto che, mentre il primo è un modo di lucrare sulle differenze di prezzo presenti in luoghi diversi la seconda opera sulle differenze di prezzo di uno stesso bene in tempi diversi: mentre la speculazione ricerca il lucro giocando sul fattore “tempo” (vendita successiva all’acquisto e viceversa), l’arbitraggio lo ricerca nel fattore “spazio” (acquisto e vendita su due mercati diversi).
Le possibilità di arbitraggio sono moltissime e spesso sono utilizzate come strategia portante da parte di Hedge Fund e investitori istituzionali.
Nell’immagine in basso a sinistra vediamo il book del titolo quotato sul mercato A e a destra il book del titolo quotato sul mercato B.

Dal confronto tra i book notiamo che:
Mercato A: Spread 15 tick, Volumi 1.568.000
Mercato B: Spread 6 tick, Volumi 6.573.000
Quasi sempre il book del mercato A segue i movimenti che si hanno sul B che, essendo un mercato più liquido, tende ad influenzarne i prezzi di A, con un ritardo.
Nell’immagine sottostante vediamo che il book A si “adegua” ai prezzi segnati sul B (sono comparsi 2 ordini da 50.000 pezzi a 84,01 e 84,06).

Altro adeguamento del book A con la cancellazione dell’ordine a 84,06 e immissione a 84,10

Qui vediamo una possibilità di acquisto sul A a sconto rispetto al B, infatti volendo comprare a mercato sul A possiamo farlo a 84,15, mentre sul B bisognerebbe pagare 84,23
E allo stesso tempo, potremmo vendere sul B la quantità di titoli che abbiamo appena acquistato su A dove l’offerta più alta è 84,11 contro gli 84,21 offerti sul B.

Riassumendo l’operazione quindi:
BUY [A]: 41.000 a 84,15
SELL [B]: 41.000 a 84,21
In questo modo i rischi connessi all’operazione di arbitraggio sono inesistenti, e viene detto risk free arbitrage.
C’è da dire, per smorzare facili entusiasmi, che fare questo tipo di operazioni con i normali strumenti dei trader non professionisti è molto difficile in quanto i disallineamenti durano pochi secondi e sono molto seguiti (e sfruttati) dai sistemi automatici che sull’immissione degli ordini sono molto più veloci.
La liquidità di un titolo
24, gennaio 2009 at 10:27 am | In Azioni, Corporate e bancarie, Obbligazioni, Operatività, TdS | 3 CommentsTags: book, liquidità, Obbligazioni, spread, titoli
La liquidità di un titolo rappresenta la facilità dello stesso ad essere economicamente e rapidamente convertito in moneta legale, questo è un fattore da tenere in considerazione per valutarne il rischio.
I book di negoziazione e i volumi (giornalieri, mensili…) permettono di ottenere utili informazioni sull’effettiva capacità del titolo di essere convertito rapidamente in moneta e indicano anche la forza o debolezza del titolo dando la possibilità all’investitore di prendere posizione con una maggiore possibilità di successo.
Nelle immagini successive vediamo il book di un titolo obbligazionario General Electric durante i difficili giorni difficili post fallimento Lehman Brothers.
Nel primo book (18/09/2008) vediamo che il titolo è praticamente illiquido e addirittura non mostra alcuna proposta in denaro. Questa situazione di scarsa liquidità, al momento di vendere, crea un eccesso di offerta che condurrà ad una riduzione anomala nel prezzo. (ultimo scambio avvenuto a 87,99 e le successive proposte in vendita sono inferiori).

Il giorno seguente iniziano ad apparire proposte in acquisto a prezzi che vanno da 84,1 a 87 ma i venditori si posizionano a prezzi superiori rispetto al giorno precedente. Si può quindi ritenere che quando il titolo è poco liquido si compra ad un prezzo più alto e si vende ad un prezzo più basso.

Pochi giorni dopo (22/09/2008), prima dell’apertura del mercato, grazie alla poca liquidità vediamo chiaramente come ci sia solo il market maker sul book (100k in denaro e 100k in vendita) e vediamo anche questa volta che si compra ad un prezzo più alto e si vende ad un prezzo più basso rispetto al giorno precedente.

Nella mattinata del 22 vediamo che l’arrivo di compratori fa alzare il prezzo al market maker confermando ancora una volta che in assenza di altri venditori è lui ad avere il “monopolio” sul prezzo di vendita dell’obbligazione.

Visto questo piccolo esempio possiamo affermare che chi è in possesso di grandi quantità di denaro o di titoli ha la possibilità di gestire le proposte di acquisto e vendita in maniera molto articolata e può pertanto influenzare la percezione degli altri osservatori del book. Ciò implica che livelli molto carichi, con book poco liquidi possano in realtà ospitare quantitativi in acquisto o in vendita soggetti a un’improvvisa revoca. E’ facile capire quindi che i piccoli investitori solitamente sono i soggetti più penalizzati da questa mancanza di liquidità sul titolo, portando spesso a pagare degli spread elevati al mercato soprattutto in momenti di panico, al contrario i titoli poco liquidi sono preferiti da investitori con buone capacità economiche perché riescono a soddisfare le esigenze dei piccoli investitori che vogliono smobilizzare.
Acquisto obbligazioni all’emissione
23, gennaio 2009 at 7:41 pm | In Corporate e bancarie, Obbligazioni, TdS | 5 CommentsE’ molto frequente tra i risparmiatori la convinzione di aver acquistato un prodotto in collocamento senza aver pagato alcuna commissione.
Questo non è affatto vero.
Purtroppo l’errore è dovuto alla superficialità degli investitori e alla bravura dei bancari a piazzare il prodotto. Nella stragrande maggioranza dei casi l’unica cosa che guarda l’investitore quando compra un’obbligazione è la cedola e/o il rendimento, senza perdere cinque minuti del suo tempo a leggere il prospetto informativo.
Ebbene, è proprio nel prospetto informativo che si può capire quanto si paga di commissioni implicite. Solitamente i costi impliciti di collocamento vanno dal 3% al 4%. (vedi tabella)

Tabella riepilogativa

Una volta che l’investitore medio ha acquistato l’obbligazione difficilmente ne segue l’andamento, preoccupandosi soltanto di vedersi accreditare la cedola, oppure vedere la valorizzazione sui rendiconti semestrali.
L’obbligazione acquistata a 100 all’emissione (a meno che non ci siano forti oscillazioni dei tassi, o particolari notizie sull’emittente) nel suo primo giorno in cui arriva sul mercato tende a scendere di prezzo, nel nostro caso verso 96.5, proprio perchè chi vuole acquistarla sul mercato non vuole pagare un premio del 3,5% (costo di collocamento) all’investitore che vuole vendere. Per questo motivo converrebbe acquistare sul mercato, anzichè in collocamneto. Di contro, bisogna però valutare anche le commissioni che la propria banca prende nel momento in cui si decide di comprare il titolo sul mercato e non in collocamento. Il gioco potrebbe non valere la candela.
Infine ricordo che lo stesso discorso delle commissioni è valido anche per i Titoli di Stato, seppur in misura più ridotta rispetto ad emissioni obbligazionarie corporate o bancarie.
Il book (2)
3, gennaio 2009 at 4:14 pm | In Operatività | 1 CommentTags: book, ordini borsa
Nel primo articolo abbiamo imparato a “leggere” un book di negoziazione titoli. Ora possiamo approfondire alcuni aspetti importanti che variano in base alla piattaforma di trading che utilizziamo ed in base allo strumento finanziario (azioni, obbligazioni, valute etc…).
Il lotto minimo
E’ il più piccolo numero di titoli che si può acquistare.
Per il mercato azionario solitamente è 1. Per le obbligazioni ed altri strumenti i quantitativi variano in lotti da 1.000 e suoi multipli (eccetto per le obbligazioni con coupon stripping).
I tipi di ordine
Ordine a mercato (EEC): si usa per acquistare un titolo alle migliori condizioni possibili. Questo tipo di ordine è rischioso in quanto si è esposti all’oscillazione del prezzo, per cui è sempre meglio immettere ordini con un limite di prezzo. Si ricorda che un ordine a mercato EEC (Esegui E Cancella) cerca di soddisfare la quantità inserita su tutti i livelli del book e qualora queste quantità fossero insufficienti cancella la parte dell’ordine in eccesso.
Ordine con limite di prezzo: Serve a dichiarare la disponibilità ad acquistare un titolo ad un prezzo non superiore ad un determinato valore o a vendere ad un prezzo non inferiore ad un determinato valore.
Tutto o niente (TON): Serve per comprare un titolosolo ad un certo prezzo e per una determinata quantità, se così non avviene l’operazione viene annullata.
Altre info dal sito di Fineco.
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Bisogna ricordare che alcune piattaforme offrono la possibilità di accedere a più mercati per lo stesso strumento (es. MOT e TLX per le obbligazioni), per cui lo stesso strumento si può acquistare su un mercato (ovviamente quello dove costa di meno) e rivenderlo su quello che risulta essere il più remunerativo. Questo tipo di operatività è detta arbitraggio.
FED Quantitative easing
20, dicembre 2008 at 12:31 pm | In Macroeconomia | Leave a CommentCon lo storico taglio dei tassi a zero della Federal Reserve si inizia a mettere in pratica quello che finora era scritto solo sui libri. Parliamo del quantitative easing.
In sostanza Bernanke ha deciso che la soluzione (io la definirei “pezza a colore”) è quella di stampare nuova moneta. Questa strada è stata intrapresa da settembre, e da allora ne hanno stampato un trilione.
Quantitative easing e azzeramento dei tassi, a mio avviso, sono molto pericolosi perchè visto che le regole di accesso al credito sono rimaste invariate si potrebbe creare una bolla molto più grande rispetto a quella creata coi tassi bassi di Greenspan.
Dopotutto questa strada è stata perseguita già dai giapponesi da quasi 10 anni e i risultati sperati non sono venuti…tassi allo 0,10% e Nikkey a 8600 punti

grafico che mostra il quantitative easing messo in atto dalla FED
Portafoglio statico 2009
13, dicembre 2008 at 11:10 am | In Portfolio | Leave a CommentHo iniziato a selezionare i titoli per il 2009. Di seguito elenco quelli che faranno parte del mio portafoglio azionario statico per il prossimo anno.Cercherò di aggiornarne il valore settimanalmente o mensilmente (ultima colonna a destra).
5 titoli azionari italiani (CEMENTIR, VIANINI LAVORI, ENI, EDISON, D’AMICO)
2 ETF (LYXOR EONIA, DJES50 sul quale probabilmente avvierò un piano di accumulo)
3 azionari USA (BIOPURE, BOULDER FUND, CITIGROUP)

Composizione del portafoglio con relativa performance
BIOPURE
13, dicembre 2008 at 11:06 am | In Azioni | Leave a CommentE’ una piccolissima scommessa. Molto rischiosa e quindi la sconsiglio.
Biopure Corporation develops, manufactures and markets oxygen therapeutics, a new class of pharmaceuticals that are administered intravenously to increase oxygen transport to the body’s tissues. Using our patented and proprietary technology, we have developed and manufacture two products: Hemopure® (HBOC-201) [hemoglobin glutamer - 250 (bovine)] for human use, and Oxyglobin® (HBOC-301) [hemoglobin glutamer - 200 (bovine)] for veterinary use. Hemopure is being sold in South Africa for the treatment of adult surgical patients who are acutely anemic and for eliminating, reducing or delaying the need for allogenic red blood cell transfusion in these patients. A marketing authorization application for Hemopure is pending in the United Kingdom, also for a surgery indication.
CITIGROUP
13, dicembre 2008 at 11:05 am | In Azioni | Leave a CommentCitigroup Inc. (Citigroup) is a diversified global financial services holding company whose businesses provide a range of financial services to consumer and corporate customers. Citigroup is a bank holding company. As of March 31, 2008, Citigroup was organized into four major segments: Consumer Banking, Global Cards, Institutional Clients Group and Global Wealth Management. In March 2008, Citigroup reorganized its consumer group into two global businesses: Consumer Banking and Global Cards. In May 2008, the Company has reorganized its equity and debt business in Japan. Nikko Citigroup Ltd, the Company’s Japan investment banking unit, merged its equity and debt underwriting teams into one. In December 2008, Sacyr Vallehermoso S.A. sold its Itinere Infraestructuras, S.A., highway business, to Citigroup. In December 2008, Citigroup sold Citibank Privatkunden AG & Co. KGaA, its German retail banking operation, and certain of its affiliates, to Credit Mutuel-CIC, a French banking group.
BOULDER FUND TOTAL RETURN
13, dicembre 2008 at 11:03 am | In Azioni | 1 CommentE’ un fondo long only che investe su società americane quotate. La cosa interessante di questo fondo è che ad oggi investe per più del 40% nella Berkshire Hathaway la super holding di Warren Buffett, e cosa ancora più interessante è che attualmente quota a sconto rispetto agli asset che detiene di circa il 25%, cioè andando a liquidare questo fondo sul mercato si otterrebbe il 25% in più rispetto alla sua quotazione.
I titoli che lo compongono vengono aggiornati con circa 6 mesi di ritardo, ma il NAV del fondo viene pubblicato settimanalmente (ogni venerdi).

Prime 10 partecipazioni al 31.08.2008
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